L’ampia diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e la crescente dipendenza da dispositivi digitali, connessioni internet e servizi online, ci ha messi di fronte a un aumento esponenziale delle minacce informatiche. Si passa dalle minacce sporadiche e relativamente semplici a quelle più sofisticate.
Tutto ciò ha reso la Cybersecurity (Sicurezza informatica o sicurezza delle informazioni elettroniche) una priorità essenziale per individui, imprese e istituzioni. La protezione delle informazioni e dei sistemi è fondamentale per garantire la sicurezza e la fiducia nella nostra società digitale.
La Cybersecurity, attraverso una solida struttura di sicurezza informatica e specifici strumenti tecnologici, affronta una varietà di minacce, da attacchi informatici mirati ad intrusioni non autorizzate. I malware, come ransomware, virus, spyware, trojan – oltre che eventuali software obsoleti presenti nei perimetri aziendali -possono compromettere la sicurezza dei dati e causare danni finanziari significativi alle società. Gli attacchi di phishing mirano ad ingannare gli utenti per ottenere informazioni sensibili, dal furto di identità a tentativi di estorsione, alla perdita di dati importanti, per poi richiedere un pagamento in denaro oppure ottenere l’accesso ai dati riservati.
Nel 2020, durante la pandemia sono stati registrati record di attacchi informatici a livello globale. Nessun settore è stato risparmiato: industrie, pubbliche amministrazioni, sanità e società di servizi ed informatica. Il caso più grave e clamoroso è quello accaduto a due tra i più famosi social network di fama mondiale. Le informazioni personali di circa 540 milioni di utenti in tutto il mondo sono state divulgate gratuitamente su un popolare forum hacker che si trova dentro un normale sito ricercabile con un comune motore di ricerca. I dati quindi sono stati accessibili a chiunque. L’Italia, nella classifica per nazioni, si è trovata al quarto posto con quasi 36 mila record pubblicati, cioè circa il 90% di tutti gli account social italiani.
L’informazione più critica tra quelle pubblicate è stato il numero di telefono, attraverso cui è possibile realizzare la truffa nota come “SIM swap fraud”, cioè la clonazione della SIM di un utente, per potere così eseguire operazioni dispositive come bonifici.
Le aziende attaccate da ransomware sono state molte. L’attacco più clamoroso risale allo scorso anno ai danni di nota multinazionale informatica, con una richiesta di 50 milioni di dollari di riscatto e minacce di pubblicazione sul Dark Web dei dati sottratti.









